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08 ago 2026 · vangelo, preghiera

Gesù cammina sulle acque: la fede che vince le tempeste della vita

Siamo quasi alla fine della settimana, verso una nuova domenica. Ringraziamo il Signore per tutti gli aiuti ricevuti in questi giorni, per la pazienza nelle difficoltà e negli imprevisti, e per le persone che ci ha messo accanto — non per caso, ma per un disegno preciso, anche solo per un po’. Lo ringraziamo anche per i progressi fatti nel distinguere il bene dal male, chiedendogli di aiutarci sempre di più in questo. L’articolo si apre così, con tre brevi momenti di lode intervallati dal Gloria al Padre.

Il Vangelo della domenica: la traversata verso la riva ostile

Proviamo a meditare insieme, in alcuni punti, il Vangelo che la liturgia propone per la domenica che arriva. Siamo subito dopo il prodigio della moltiplicazione dei pani: Gesù, quasi costringendoli, manda i discepoli sulla barca a fare una traversata verso la riva opposta, terra pagana, lontana dalla cultura ebraica del tempo. Lui invece si separa da loro per salire da solo a pregare.

Gesù non li lascia nella situazione comoda in cui tutto va bene: li manda in missione, verso chi è più lontano. Da qui nasce una prima domanda per la nostra vita: in chi mi identifico in questa scena? Voglio salire con entusiasmo su quella barca e affrontare la traversata, oppure preferisco restare dove sono, senza smuovermi? O magari vorrei seguire Gesù sul monte, per pregare un po’ con lui? È un buon punto di partenza per un dialogo sincero con il Signore.

Il Vangelo continua mostrando i discepoli, senza Gesù, alle prese con il mare in tempesta e il vento contrario. Il mare, al tempo di Gesù, era considerato il luogo del male e delle forze demoniache: è un’immagine del mondo in cui viviamo, bello per tanti aspetti, ma non sicuro per la vita spirituale. E se lo Spirito di Dio è spesso descritto come soffio, vento, qui il vento contrario rappresenta lo spirito del mondo e del male, che si oppone al cammino dietro il Signore, crea paura, difficoltà, e arriva perfino a far dimenticare chi è Dio. È quello che può capitare anche a noi: restare concentrati sulle onde e sulle difficoltà, lasciandoci trascinare dalla corrente contraria.

Ma il Signore si fa presente: cammina sulle acque e si riavvicina alla barca. Non è tanto un fatto fisico, quanto il segno della sua signoria su tutte le forze, anche quelle ostili, che si sottomettono a lui. Ci chiama così ad avere una fede più viva, capace di darci la forza di andare avanti nonostante le difficoltà e le ostilità che il mondo oppone al Vangelo — che resta comunque una bella notizia.

La comunione, un Signore che viene ad aiutarci

Ogni domenica possiamo rivedere in questa scena il Signore che viene a noi nelle tempeste quotidiane e settimanali, attraverso la comunione eucaristica: scende dal cielo per le mani del sacerdote per entrare nella barca della nostra vita e della Chiesa, e darci forza per affrontare la settimana nuova. Per questo la messa e la comunione contano — non per un obbligo imposto da qualcuno, ma perché è lì che il Signore viene a curare le nostre paure e a farci proseguire con fiducia. Come i discepoli scambiavano Gesù per un fantasma, così noi non lo vediamo fisicamente: è nascosto nel pane e nel vino consacrati, ma è realmente presente.

Imparare a distinguere i pensieri: la “radio mente”

L’articolo prosegue con un’immagine utile per la vita di preghiera: la mente come una radio sempre accesa, un flusso continuo di pensieri che non possiamo fermare del tutto, per quanto proviamo ad acquietarla. In questo flusso c’è quello che pensiamo davvero noi, ma si mescolano anche interferenze: pensieri negativi che vengono dalla mentalità del mondo o dallo spirito del male, e ogni tanto anche ispirazioni buone che il Signore stesso può usare per parlarci. Il compito non è fermare il flusso — non è possibile — ma imparare a osservarlo dall’esterno e a riconoscere da dove viene ciascun pensiero: cosa posso ignorare, e cosa invece è importante custodire e meditare nel cuore.

Due strumenti aiutano a crescere in questa disciplina. Il primo è coltivare il silenzio nella preghiera: all’inizio, quando si comincia a fare silenzio, spesso emergono proprio i “venti contrari” nella mente e nel cuore, ma con la perseveranza si placano piano piano, rendendo tutto più docile. Anche la prima lettura di domenica, con Elia sul monte colpito prima dal frastuono e poi capace di riconoscere il Signore in una brezza leggera, va in questa direzione. Il secondo strumento è la Sacra Scrittura, da meditare e custodire: aiuta a non credere alle voci menzognere che tentano di farci perdere fede, speranza e carità — i doni più importanti ricevuti nel battesimo.

L’articolo include anche un’invocazione allo Spirito Santo e, verso la fine, un saluto alla Madonna con l’Ave Maria.

Buona giornata.

(Riflessione tratta dal video “#PRAY 2026-08-08” del canale YouTube di Francesco Amato.)

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