Vai al contenuto
06 ago 2026 · vangelo, preghiera

La Trasfigurazione: imparare a tacere e ad ascoltare il Signore

Ci facciamo aiutare dalla festa di oggi, la Trasfigurazione di Gesù, per rinnovare la nostra adesione a lui: “Signore Gesù, sei tu la mia luce, la luce della mia vita.” Ce ne serviamo anche per crescere un po’ nella vita di preghiera, imparando a riconoscere ciò che ci succede agli occhi di Dio.

Il Vangelo di oggi racconta come, nel momento in cui Gesù manifesta la sua signoria e la sua divinità, interviene Pietro — che qui rappresenta tutta la Chiesa, tutte le sue membra. Pietro riconosce che quel momento è speciale e si sente spinto a parlare. Ma mentre parla, una voce dal cielo, la voce del Padre, lo interrompe: “Questo è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo.”

Imparare a tacere per ascoltare

Questo invito del Padre si può leggere come uno stimolo a imparare a tacere nella preghiera: far tacere la mente, i bisogni, le preoccupazioni, per concentrarci sulla presenza del Signore. E soprattutto per imparare ad ascoltarlo — perché è lui che ci dice cosa è bene e cosa non lo è, è lui che ci guida. Come in ogni relazione buona tra persone, bisogna dare spazio all’altro e ascoltarlo, non limitarsi a riempirlo di parole nostre.

Dopo aver udito questa voce, i discepoli cadono con la faccia a terra, spaventati. Ma Gesù si avvicina e dice: “Non temete.” È lui che può darci questa forza e questa sicurezza, a patto di imparare ad ascoltarlo e a fidarci di più di lui.

Fare memoria dei momenti di trasfigurazione

Il Vangelo invita anche a custodire nel cuore questi momenti “di trasfigurazione”: quei momenti un po’ speciali in cui il Signore si manifesta nella nostra vita per ricordarci che c’è, che è presente, che ci accompagna. Quel “non temete” detto ai discepoli vale anche per ciascuno di noi.

Tutto il mistero della Trasfigurazione, in fondo, prepara i tre discepoli a vivere la passione di Gesù senza scandalizzarsi troppo. Per questo vale la pena ricordare chi è il Signore e cosa fa per noi — soprattutto nei momenti più difficili, in quelli apparentemente di fallimento — richiamando alla mente gli istanti in cui si è mostrato a noi come volto luminoso e trasfigurato. Fare memoria di questi momenti aiuta a vivere con più serenità i pesi della vita, a portare la propria croce senza ribellarsi troppo.

L’articolo prosegue con il Padre Nostro e un momento di ringraziamento al Signore per l’aiuto ricevuto in questi giorni a distinguere il bene dal male e a crescere nell’arte dell’ascolto — un ascolto che, come insegna oggi la liturgia, va coltivato anche verso Gesù, senza interromperlo come ha fatto Pietro.

Buona giornata.

(Riflessione tratta dal video “#PRAY 2026-08-06” del canale YouTube di Francesco Amato.)

← Tutte le riflessioni