Santa Marta e la fede in un Signore che vince il male con l'amore
Oggi è la festa di Santa Marta, quel personaggio del Vangelo che molti ricordano come la donna sempre indaffarata, quella che Gesù rimprovera dolcemente ricordandole che prima di tutto bisogna sedersi ai suoi piedi e ascoltare.
Ma c’è un altro brano del Vangelo che riguarda Marta, ed è ancora più importante: quando Gesù torna dopo la morte del fratello Lazzaro, lei gli va incontro e fa una grande professione di fede, che assomiglia molto a quella di Pietro: “Tu sei il Figlio di Dio che viene nel mondo”.
Prova a portarti dietro questa frase per tutta la giornata e chiediti se anche tu ci credi davvero. Gesù è Signore, e viene nel mondo: non solo nel pianeta in cui viviamo, ma anche nel nostro mondo interiore, nelle nostre relazioni, nella nostra vita concreta. E non viene a fare una passeggiata di cortesia: viene a vincere tutto quello che in questo mondo non va bene. Lo fa però a modo suo, non con le bombe o con la guerra, ma con l’amore, per liberarci da quella tentazione che abbiamo tutti di voler vincere il male con altro male. Il Signore invece vince il male con il bene, e noi siamo chiamati ad accoglierlo così.
È importante perseverare in questa unione con lui, rimanere in lui, aderire alla sua persona, stargli vicino e fare ogni cosa uniti a lui. Per farlo, dobbiamo imparare a riconoscerlo davvero come Signore: tutto ciò che esiste, noi compresi, i potenti del mondo compresi, persino la morte, sta ai suoi piedi. Lui può disporre di tutto e intervenire in ogni momento, perché è onnipotente, soprattutto nell’amore.
Un altro aiuto per la giornata è il pianto di Gesù. Tante volte ci si chiede: dov’è Dio quando mi succede questo, quando sbaglio, e così via. Ci sono due immagini che rispondono a questa domanda. La prima è proprio nel Vangelo di oggi: Gesù piange per la morte dell’amico Lazzaro, è presente nel nostro dolore, e poi interviene con il prodigio della risurrezione. La seconda è il pianto di Gesù sulla croce, un pianto capace di redimere l’umanità che lo accoglie, rivolto anche a chi lo odia e gli fa del male. È una grande preghiera al Padre: Gesù si fa prima di tutto vittima dei nostri errori, di quella zizzania seminata dal maligno che c’è nel nostro cuore e che ci spinge a fare cose non conformi alla sua volontà.
Detto questo, il Signore viene comunque in questo nostro mondo dove il male è presente, e con le nostre scelte libere possiamo radicarci di più in lui oppure nel male. È importante prendere posizione, soprattutto nelle scelte definitive, quelle ultime, quando decideremo con chi vivere l’intera eternità. Il Signore è buono e misericordioso, disposto ad accogliere tutti, ma non forza nessuno, nemmeno a vivere per sempre nella sua verità e nel suo amore.
Se in te c’è ancora un po’ di scandalo per il fatto che, pur avendo scelto di aderire al Signore, vedi ancora del male in te e attorno a te, non scandalizzarti: il Vangelo è molto chiaro su questa convivenza. Anzi, in genere più è presente il Signore, più la forza del maligno si oppone. Un messaggio della Madonna a Medjugorje, tanti anni fa, diceva proprio questo: “Dove ci siamo io e mio Figlio, lì viene anche Satana”, nel senso che tende a ostacolare il piano di salvezza che il Signore ha pensato per l’umanità.
(Riflessione tratta dal video “#PRAY” del canale YouTube di Francesco Amato.)