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19 mag 2026 · preghiera

Non sono mai solo: lo Spirito Santo contro l'individualismo

Ci stiamo avvicinando alla domenica di Pentecoste, un periodo che ci prepara ad accogliere il dono più grande: lo Spirito Santo. Vale la pena farsi aiutare dal Vangelo a capire quali dinamiche, nella nostra vita quotidiana, rischiano di spegnerlo.

Ce n’è una molto diffusa nel mondo di oggi. Nel Vangelo di questi giorni Gesù preannuncia ai discepoli che si disperderanno, ognuno per conto proprio, allontanandosi da lui nel momento della prova. È vero che in quel caso è il peso della prova a far scaturire questo comportamento, ma è anche qualcosa che l’individualismo moderno rimarca ogni giorno: ognuno per la sua strada, si lavora poco insieme, tutto si complica. Ed è proprio il contrario di ciò che lo Spirito Santo vuole portarci: comunione perfetta, unità con il Padre, con il Figlio e con tutti i fratelli in Cristo. Il primo frutto da chiedere, allora, è proprio questo: l’unità che nasce dalla presenza del Signore in noi.

Gesù dice ai suoi: “Voi mi lascerete solo, però io sono con il Padre e quindi non sono mai solo”. Che bello sarebbe se anche noi, quando la prova ci mette da parte, quando le persone intorno pensano solo a se stesse, riuscissimo a sperimentare quella stessa comunione con il Padre: una presenza viva che riempie tutto e non fa perdere mai la speranza.

Poi c’è la preghiera che Gesù stesso rivolge al Padre in questo passo del Vangelo: “È giunta l’ora, glorifica il Figlio tuo perché il Figlio tuo glorifichi te”. Questa gloria non è la gloria umana che si cerca nel mondo, quella vanagloria che è uno dei vizi capitali, la ricerca della stima altrui. È invece il manifestarsi dell’essenza profonda di Dio: Padre, manifesta chi è veramente tuo Figlio, l’amore immenso che ha rivelato con la croce, la passione, la morte e la risurrezione. E allo stesso modo Gesù glorifica il Padre con la sua vita, perché l’origine di quell’amore è sempre lui.

Tocca anche a noi, oggi, dare gloria al Signore, manifestando questo amore nel contesto in cui viviamo. È già un pezzo di vita eterna che si realizza qui, su questa terra. Perché la vita eterna, spiega Gesù, non è solo il paradiso: è conoscere il Padre. In paradiso lo conosceremo pienamente, certo, ma occorre desiderarlo fin da ora, altrimenti non ci si arriva.

Affrontiamo questo nuovo giorno sapendo che, come credenti, non mancheranno le tribolazioni. Ma Gesù non ci insegna a cercare la pace nell’assenza dei problemi: ci insegna a cercarla in lui, perché lui è la pace. Possiamo avere intorno mille difficoltà, e in superficie pensieri non proprio limpidi, ma se abbiamo Gesù nel profondo del cuore siamo tranquilli, perché è lui a governare la nostra vita e a disporre ogni cosa per il nostro bene. Non a caso alcuni personaggi del Nuovo Testamento, rinchiusi in carcere nel momento più difficile, lodavano Dio: non per le catene, ma perché Dio è grande ed era con loro. Le tribolazioni vanno affrontate così: lodando Dio, nella sua pace.

(Riflessione tratta dal video “#PRAY” del canale YouTube di Francesco Amato.)

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