La gioia piena che solo Dio può darti
“Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.” Sono le parole con cui Gesù conclude il Vangelo di oggi, e dentro c’è racchiuso un altro grande frutto della vita in Dio e nello Spirito Santo: la gioia. Qualche giorno fa, lunedì, ne avevamo incontrato un altro, la pace.
Se confronti questi frutti con la vita quotidiana, ti accorgi che spesso abbiamo poca gioia e poca pace. Le tribolazioni, la salute che vacilla e lo scoraggiamento tendono a spegnerle. Eppure lo Spirito Santo porta proprio ciò che Gesù ha promesso: una pace e una gioia piena che solo lui può dare.
Il Vangelo spiega come accade: il Signore ci fa sperimentare la sua vicinanza e l’amore ricevuto dal Padre, poi ci chiama ad amare come lui. Questo diventa possibile quando riconosciamo quanto bene ci vuole. Da lì nasce la capacità di trasmettere agli altri lo stesso amore: siamo piccoli canali attraverso cui Dio raggiunge chi ancora non lo conosce.
“Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi”: Gesù ci esorta a rimanere in questo amore, vera sorgente della gioia e della pace. Non significa non avere problemi, ma sapere che il Signore è vicino anche nelle prove più grandi. Sentirsi amati dà la forza di donarsi con gioia e condividere l’amore ricevuto.
Spero che in te ci sia già, almeno in parte, questa gioia e questa pace, e che possa crescere con la vita e con le tue opere, così che tu possa portare agli altri questa parola: siamo davvero preziosi e infinitamente amati, nonostante tutto, nonostante siamo tutti dei poveretti.
C’è un’altra grazia che la liturgia di oggi ci ricorda: quella di rimanere uniti al corpo mistico del Signore che è la Chiesa, e in particolare a Pietro e al suo successore. Se leggi la Sacra Scrittura vedi come Dio abbia dato proprio al ministero di Pietro, alla sua predicazione, la capacità di dare la grazia, a chi crede e a chi non crede ancora, di ricevere lo Spirito Santo ascoltando questo annuncio: quello di Pietro innanzitutto, e quello della Chiesa in tutte le sue membra.
C’è poi un segreto per non farsi schiacciare dalle difficoltà: lodare e benedire Dio. Anche dalle situazioni più storte sa trarre un bene per la nostra fede. La lode cambia il nostro sguardo e fa crescere la fiducia nel Padre che ci accompagna sempre.
In quest’ottica cambia anzitutto il modo di affrontare la vita: con la fiducia di un bambino nei genitori. Lodi Dio non per ciò che potrà darti, ma per la sua bontà, la sua santità e il suo amore fedele.
Sono atti di fede, e siamo chiamati a crescere in questo: non pregare perché Dio cambi la sua volontà adeguandola a quello che vorremmo noi, ma pregare per fidarci sempre di lui, anche quando fuori è buio. Non è sempre facile, ma bisogna entrare in questo atteggiamento. Quando sei tentato, loda, ringrazia e benedici Dio, perché da quella prova lui solo è capace di trarre un bene più grande.
(Riflessione tratta dal video “#PRAY” del canale YouTube di Francesco Amato.)