La messe è tanta, gli operai sono pochi: prega per diventare un buon operaio del Vangelo
Oggi, al termine della messa, viene proclamata un’antifona molto bella: “I discepoli partirono e predicarono il Vangelo, mentre il Signore agiva insieme a loro e confermava la parola con i segni che l’accompagnavano”. Quando lavori per il Signore, in realtà lavori con il Signore: te ne accorgi quando quello che dici agli altri trova un terreno fecondo nel loro cuore. Quel segno di cui parla l’antifona è proprio questo: un cuore che si apre alla misericordia di Dio, alla bella notizia del Vangelo.
Oggi c’è bisogno che accogliamo il Vangelo e lo annunciamo agli altri. Il cuore di ogni persona, non solo di chi va a messa, è destinato alla vita eterna, ad accogliere Dio e a conoscerlo. Perché questo desiderio si compia servono operai nella messe, come i discepoli che Gesù manda ad annunciare il suo amore misericordioso.
La prima lettura ci aiuta a riflettere su questo attraverso la storia di due grandi apostoli, Paolo e Barnaba, che sono andati fino ai confini della terra. Prima di tutto hanno annunciato con franchezza la verità di Gesù Cristo ai Giudei, ma queste persone non si sono sentite degne di quella chiamata e non hanno accolto il Vangelo: succede anche oggi, magari a qualcuno che conosci, che è venuto a contatto con il Vangelo e lo ha rifiutato. Paolo e Barnaba, però, non si sono scoraggiati: hanno annunciato il Vangelo a chi allora era considerato più lontano da Dio, e in quei cuori la misericordia di Dio aveva già agito. Con la loro libertà, quelle persone hanno accolto il messaggio, e la Scrittura dice: “Nell’udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola del Signore. Tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero”.
Essere destinati alla vita eterna non è un dono riservato ad alcuni, ma aperto a ogni cuore disposto ad accoglierlo. Di solito arriva attraverso gli operai che il Signore manda: entriamo in contatto con il suo amore quando qualcuno ce ne parla e lo testimonia con la vita.
Il Vangelo racconta la chiamata dei settantadue discepoli, mandati da Gesù a due a due. La prima cosa che chiede loro è pregare. La messe comprende tutti i cuori in cui Dio ha seminato il germe della vita eterna, ma sono pochi gli operai che se ne prendono cura. Preghiamo allora per diventare noi stessi buoni annunciatori con la vita e perché il Signore susciti altri operai, capaci di far germogliare una fede forte nelle persone che hanno accanto.
Non tutti accoglieranno questo annuncio, proprio come è successo a Paolo e Barnaba. Forse è già capitato anche a te che qualcuno ti abbia chiuso la porta in faccia o ti abbia guardato come un esaltato. Eppure in molti cuori questo amore porterà frutto, a suo tempo. L’importante è seminare sempre: il segno di questa semina è che il Signore ti accompagna e, spesso, tocca il cuore delle persone a cui porti il Vangelo.
Anche quando ti senti lontano dal Signore, puoi attingere fiducia dalla fede della donna cananea, di cui si è parlato qualche giorno fa: con la sua preghiera piena di confidenza in Gesù ha ottenuto la guarigione della figlia oppressa dal maligno. In questo puoi riconoscere tanti giovani di oggi, oppressi non tanto da disturbi particolari, ma da una vita orientata lontano da Dio, senza nessuno che parli loro di fede o preghi per loro. Per questo vale la pena aprire il cuore alla misericordia di Dio e bussare con insistenza e umiltà, impegnandosi a pregare soprattutto per le persone che il Signore ti ha messo accanto: perché ti renda un buon operaio e tocchi i cuori di chi ti ha affidato.
C’è un’ultima cosa da custodire dopo aver accolto il Vangelo: la perseveranza. Salomone era stato ricolmato di grazia e sapienza, eppure alla fine deviò verso idoli e insegnamenti sbagliati, provocando divisioni nel suo regno. Anche noi, se ci stacchiamo dal Signore, rischiamo di far deragliare noi stessi e chi ci è vicino. Chiediamo quindi la perseveranza: quel legame con Dio, coltivato nella preghiera, che ci impedisce di smarrire la strada.
(Riflessione tratta dal video “#PRAY” del canale YouTube di Francesco Amato.)