Il segreto della preghiera ascoltata: amare chi ti è vicino
Ti auguro una bellissima giornata, anche se il tempo non è dei migliori. Oggi ci facciamo aiutare insieme dalla parola di Dio, che è il nostro cibo e la nostra stessa vita: lì è racchiusa la volontà di Dio che ogni giorno siamo chiamati a compiere.
Ogni tanto prego insieme a te, perché mi faccio aiutare da te e spero che questo possa aiutare anche te. Spero che tu possa vedere i frutti della preghiera, anche di quella personale, nella tua vita.
Qual è il segreto perché la preghiera venga ascoltata ed esaudita? Ce lo spiega bene la prima lettera di San Giovanni apostolo: riceviamo da Dio ciò che chiediamo se osserviamo i suoi comandamenti, cioè se viviamo il Vangelo, se viviamo il comandamento dell’amore verso Dio e verso il prossimo.
Quando tu vivi il comandamento dell’amore verso il prossimo, rendi il Signore particolarmente presente. Il Signore si rende presente tra i credenti che si vogliono bene, che si aiutano, che si perdonano, che mettono a disposizione le loro capacità e i doni ricevuti da Dio al servizio degli altri. Ed è proprio lì che la preghiera viene ascoltata ed esaudita. Penso sia anche il motivo per cui tante volte non vediamo frutti nelle nostre preghiere: manca proprio questo, rendere presente il Signore in noi e lasciarlo operare attraverso di noi. Non dimenticare mai che, se il Signore vive nel tuo cuore, vuole servirsi di te, della tua persona, per continuare la sua opera e la sua missione.
C’è anche un altro frutto dell’amore, oltre a quello della preghiera: se ami il prossimo, comincia da chi hai più vicino. Non pensare subito a chi è lontano, ai bambini che stanno in Africa o in India: puoi fare del bene anche a loro, da lontano, con la preghiera, ma dobbiamo imparare a concentrarci prima su chi ci è più vicino, i familiari, gli amici, i colleghi. Bisogna partire da lì, e poi andare avanti.
San Giovanni Apostolo ci aiuta anche oggi con questa frase: “Amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio”. La fonte dell’amore è sempre Dio. Tu hai in te, sicuramente, questa capacità di voler bene agli altri e al Signore: questa forza ti è stata donata da Dio, questo amore in te è stato generato da Dio. È un po’ il mistero di Gesù, alla fine.
Ci facciamo aiutare anche da una piccola frase che Gesù usa nel Vangelo di oggi: “Andate e vedete”. Gesù ci chiede di servire il prossimo, e noi subito pensiamo: ma noi abbiamo così poco, come possiamo fare qualcosa per mezzo mondo? Lui ci chiede semplicemente: quanti pani avete, quanti pesci avete? E poi ci dice di andare a vedere. Cioè ci chiede di essere consapevoli di ciò che abbiamo da offrire agli altri, e di non dire che non abbiamo niente, perché non è possibile: se il Signore ti tiene in piedi, tu hai qualcosa di buono da dare a chi ti è più vicino.
È importante fare questa verifica, ringraziare e lodare il buon Dio per i doni che ti ha dato, ma anche fare una verifica sui tuoi limiti: proprio a partire da quei limiti, se chiedi aiuto a Dio, lui potrà aiutarti a colmarli. E quando vedrai colmati, poco a poco, i limiti che hai, incoraggiati nel pregare: vedrai i miracoli e i prodigi che il Signore compie nella tua vita.
È importante questo cammino: andare e vedere, rendersi conto di ciò che si ha, ringraziare, e poi soprattutto affidare tutti questi doni e questi talenti nelle mani del Signore. Nel Vangelo di oggi sono cinque pani e due pesci: messi nelle mani di Gesù, portano frutto. Gesù ringrazia il Padre, li benedice, benedice questa nostra povertà, e proprio a partire da questa povertà diventa capace di sfamare il mondo.
(Riflessione tratta dal video “#PRAY” del canale YouTube di Francesco Amato.)